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Le donne di Palazzo a Mare

Furono le donne il motore immobile dell’ospitalità caprese. Locandiere, ostesse o come le chiama E. Cerio “ostiarie”, accolsero fin dal 1700 con la grazia, un sorriso, un bicchiere di vino e un piatto caldo della millenaria cucina caprese viaggiatori che approdavano sull’isola di Tiberio.

Rachele Tedesco, Donna Lucia Morgano, Margherita Pagano, Carmela Esposito di Tragara, furono le antesignane della più antica e nobile locandiera dei Bagni di Tiberio: Lucia Salzano sposa di Giuseppe De Martino. Possiamo ben dire che la famiglia De Martino ancora adesso è una parte fondamentale della storia del quartiere di Palazzo a Mare nato sui resti della Villa Marittima di Augusto che diventerà la reggia di Mona Williams Bismarck, una delle donne più affascinanti ed eleganti del novecento. Come è narrato nel libro di Giuseppe Aprea “Il libro del vino e del mangiare antico nell’isola di Capri” agli inizi del secolo Lucia fondò in prossimità della spiaggia una piccola locanda con un capanno e pochi tavoli. Cucinava con un piccolo fornellino a carbonella quello che la natura di Capri le offriva in primavera ed estate con generosità. Suo marito Peppino e tutti i suoi 12 figli, Paolino il primo e Carluccio l’ultimo, aiutavano la mamma Lucia raccogliendo legna ed erba selvatica, coltivando con dovizia la verdura di stagione, producendo l’antico vino greco di Palazzo a Mare, pescando con abbondanza pezzogne, gamberetti e totani, murene ed aguglie.

Quella famiglia con il proprio duro lavoro trasformò, anno dopo anno, quel capanno in un ristorante amato da tanti scrittori ed artisti, meta obbligata della Dolce Vita caprese. A Lucia subentrarono ai fornelli la bionda Margherita De Martino che aveva sposato Vittorio e la mitica Marisina Rotella. Le due giunoniche donne, consuocere,  aggiunsero alle rinomate pietanze di Lucia tantissimi nuovi piatti dell’antica cucina caprese che si tramandava da madre a figlia. I profumi delle parmigiane di melanzane ,dei fritti alla Tiberio, dei spaghetti alla chiummenzana e dei totani e patate erano un irresistibile canto delle sirene per i tanti bagnanti del lido.

Sullo stabilimento erano le torte di mandorle, le crostate di frutta di Lina una tentazione per grandi e piccini. Iniziare la giornata di mare con una profumata Krapfen alla crema velata di zucchero è un’esperienza iniziatica e sensuale. Dagli anni novanta il timone della cucina è nelle mani di Costanza Ruocco moglie di Peppino De Martino, detto a Capri o’Tedesco per i suoi capelli biondi. Questa splendida sessantenne dai capelli corvini saluta ad alta voce ogni mattina i clienti che approdano al suo lido imperiale. Il suo sorriso è sempre incorniciato da un “maccaturo” colorato che le copre il viso. Come un’antica matrona romana impasta i ravioli, prepara le paste e distilla il limoncello che la famiglia De Martino ha reso celebre nel mondo.

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